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Le cooperative sociali regionali e Anci Toscana hanno siglato un’intesa per favorire e sostenere l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati nelle pubbliche amministrazioni.
L’obiettivo condiviso è quello di individuare e utilizzare tutte le opportunità e le normative (negli appalti, nei bandi di gara, nella programmazione e nella progettazione) per utilizzare le persone che, per storia e difficoltà personali, hanno difficoltà ad entrare nel mercato del lavoro e rischiano l’emarginazione sociale (disabili, ex detenuti, tossicodipendenti, soggetti con problemi psichiatrici).

Il protocollo è stato firmato il 20 luglio nella sede fiorentina dell’Associazione di Comuni dal presidente di Anci Toscana Matteo Biffoni, dal vicepresidente vicario di Legacoop Toscana Leonardo Cianchi per Area Welfare- Legacoop Toscana, Alberto Grilli presidente di Confcooperative-Federsolidarietà Toscana e Federico Pericoli vicepresidente dell’Associazione Generale Cooperative Italiane (A.G.C.I) della Toscana.

“Si tratta di una grande opportunità, che mi auguro tutti i Comuni toscani facciano propria mettendo in pratica gli indirizzi dell’intesa”, afferma Matteo Biffoni. “Le cooperative sociali di tipo B rappresentano una ricchezza per il tessuto sociale e per il mondo del lavoro e credo che le amministrazioni, utilizzando tutti gli strumenti che le norme mettono a disposizione, possano e debbano offrire una reale possibilità di inserimento lavorativo per le persone svantaggiate”.

“Quello siglato con Anci Toscana e le altre centrali cooperative è un protocollo importante in favore della cooperazione sociale d’inserimento lavorativo della nostra regione – commenta Marco Paolicchi, responsabile Dipartimento Area Welfare di Legacoop Toscana -. Si tratta di un altro fondamentale passo finalizzato alla valorizzazione di questo rilevante mondo della nostra Area Welfare, che segue le iniziative già concluse in questo anno, come il protocollo con il Comune di Firenze e l’Ateneo Fiorentino per le gare riservate, e come il lavoro che stiamo conducendo con la Regione all’interno della riforma della nostra legge regionale. Naturalmente è solo un ulteriore passo, e non la conclusione, di un percorso con gli enti istituzionali toscani per la promozione della cooperazione sociale”.

Nell’intesa si prevede tra l’altro di “promuovere consultazioni preliminari di mercato, per conoscere e scegliere i migliori istituti contrattuali di tutela sociale, soprattutto negli appalti pubblici di servizi”; di utilizzare strumenti come “appalti e concessioni riservate alle cooperative sociali di tipo B”; di suddividere gli appalti in lotti “in modo da garantire l’effettiva possibilità di partecipazione da parte delle micro, piccole e medie imprese”; di utilizzare le norme vigenti sia per “assicurare il coinvolgimento attivo degli Enti del Terzo Settore attraverso forme di co-programmazione, co-progettazione e accreditamento” sia per “attivare forme speciali di partenariato con enti del Terzo Settore nelle attività di valorizzazione di beni culturali immobili di appartenenza pubblica”.