Grande partecipazione da parte delle cooperative sociali di Legacoop Toscana questa mattina a Firenze al seminario “La riforma dell’impresa sociale all’interno della riforma del Terzo Settore”.
“Ci troviamo di fronte ad un cambiamento epocale per la cooperazione sociale”, ha commentato la coordinatrice Settori di Legacoop Toscana Sara Guidelli aprendo i lavori della mattinata.
“Con l’iniziativa di oggi vogliamo fare il punto sullo stato dell’arte della Riforma del Terzo Settore, con un focus sull’impresa sociale – ha detto Marco Paolicchi, responsabile Dipartimento Area Welfare di Legacoop Toscana – approfondendo adeguamenti formali e implicazioni per le aziende sul piano operativo e applicativo, ma anche più in generale riflettere sulle prospettive di sviluppo che si aprono”.
“La Riforma ha il pregio di armonizzare, attraverso il Codice, un ambito estremamente variegato e complesso, riconoscendo il Terzo Settore come parte essenziale del corpo dello Stato”, ha affermato Diego Dutto, coordinatore nazionale di Legacoopsociali. “Con il D.Lgs 112 non è la prima volta che si parla di impresa sociale – ha proseguito Dutto -, c’era già una normativa precedente che però non aveva portato ad una nascita massiva di imprese sociali. Per la prima volta però oggi si definisce cos’è l’impresa sociale lasciando un’ampia possibilità rispetto alla forma giuridica ed esplicitando e distinguendo in base all’ambito di attività chi può definirsi impresa sociale e chi non lo è”. Secondo Dutto, con la Riforma viene inoltre “riconosciuta l’importanza dell’esperienza della cooperazione sociale” stabilendo che le cooperative sociali sono imprese sociali di diritto ed arrivando, per la cooperazione sociale, a definire una gerarchia delle norme: in prima battuta prevale la legge 381/91, D.Lgs 112 e infine Codice del Terzo Settore.
Oltre a ricostruire il quadro generale, Dutto si è soffermato su alcuni aspetti specifici, come l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate. Secondo il D.lgs 112, che amplia il concetto di “svantaggio” rispetto alla L. 381/91, le imprese (indipendentemente dall’attività svolta) possono definirsi sociali se operano inserimento lavorativo di persone svantaggiate in misura pari al 30% dei lavoratori non svantaggiati; fino a un terzo di questo 30% può comprendere disoccupati di lungo periodo. Nello schema di decreto correttivo al D.Lgs 112, approvato il 21 marzo scorso dal Consiglio dei ministri e ora all’esame di una Commissione speciale istituita alla Camera, viene precisato che la condizione di disoccupazione di lungo periodo può essere considerata una situazione di svantaggio per un massimo di 24 mesi.

Andrea Folchitto,  in rappresentanza dell’Ufficio Giuridico Societario e Fiscale Legacoop, ha invece affrontato la questione degli adempimenti statutari, sia per quelle cooperative che vogliono qualificarsi come impresa sociale (le CIS, imprese sociali in forma cooperativa) sia per le stesse cooperative sociali, per le quali come detto le disposizioni della legge 381/91 “prevalgono” su quelle del D.Lgs 112. L’approfondimento degli obblighi a cui le aziende sono tenute ha riguardato nome, scopo, oggetto sociale, devoluzione del patrimonio, vigilanza cooperativa, distribuzione degli utili, bilancio sociale, organo di controllo, requisiti dei membri del Consiglio di amministrazione. È inoltre da sottolineare che, nel decreto correttivo attualmente in esame, il termine previsto per l’adeguamento degli Statuti delle imprese sociali esistenti alle prescrizioni della riforma, che a luglio 2017 era stato fissato in 12 mesi, viene prorogato a 18 mesi.

Nel suo intervento Alessandro Lombardi, Direttore Generale Terzo Settore al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha approfondito il tema della riforma dell’impresa sociale in stretta connessione con il D.Lgs 117 e con la disciplina specifica delle cooperative sociali. Il rappresentante del Ministero ha definito la riforma un “cantiere in fermento” sottolineando come il Codice del Terzo Settore abbia compiuto un’opera di coordinamento normativo per favorire la crescita, il consolidamento e la capacità di autorganizzazione e autocontrollo. Per quanto riguarda le attività di interesse generale, Lombardi ha sottolineato che successivi adeguamenti all’elenco già stabilito potranno avvenire tramite Dpcm. Il referente del Ministero ha posto l’attenzione anche sul rapporto con la Pubblica amministrazione e in particolare sui temi della coprogettazione e coprogrammazione. Qui le nuove disposizioni – ha sottolineato Lombardi – hanno una portata applicativa generale, con riferimento alla programmazione di tutti i servizi afferenti all’elenco delle attività di interesse generale. La procedura definita dall’articolo 55, ha spiegato, ha carattere non competitivo ma collaborativo tra la Pubblica amministrazione e l’ente del Terzo Settore e da essa scaturisce un progetto per il quale la Pa darà un sostegno finanziario o materiale per la realizzazione di interesse generale, senza definire quindi nel dettaglio la fornitura del servizio (come avviene adesso nelle gare di appalto), ma individuando criteri e parametri in base ai quali verrà valutato il progetto.

Tra i temi toccati nel corso del dibattito, che ha visto gli interventi della presidente della cooperativa sociale G. Di Vittorio Maria Antonella Oronte e di Claudio Signori di Legacoop Toscana, anche quello dell’obbligatorietà di redazione e pubblicazione del bilancio sociale: in questo caso Lombardi ha precisato che, non trattandosi di un elemento qualificante e specifico per le cooperative sociali, a queste ultime si applica quanto stabilito dal D. Lgs 112. Il decreto sull’impresa sociale stabilisce però che la redazione del bilancio sociale debba avvenire in conformità a specifiche Linee guida che saranno definite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali sentito il Consiglio nazionale del Terzo settore. In sostanza, quindi, prima dell’emanazione di queste ultime non vige l’obbligatorietà, fermo restando quando previsto in merito da eventuali altre disposizioni regionali. Ciò non toglie la possibilità per le cooperative sociali di adottare il bilancio sociale in forma facoltativa.

Nel pomeriggio, spazio all’Assemblea delle cooperative dell’Area Welfare che ha dato il via alla costituzione formale del Dipartimento Area Welfare Legacoop Toscana con l’elezione del Responsabile Marco Paolicchi e del Consiglio di Dipartimento. Infine un aggiornamento sulla trattativa per il rinnovo del Contratto nazionale delle cooperative sociali.