betadue assemblea

Betadue è un cooperativa sociale di tipo B. Non solo. “Rappresenta una possibile linea di sviluppo per l’intero sistema della cooperazione sociale che si occupa degli inserimenti lavorativi delle persone svantaggiate – commenta il Presidente Gabriele Mecheri. Nell’Assemblea del 29 giugno a San Giovanni porteremo alcuni numeri: lavoro per 440 persone e per 10,5 milioni di euro. 130 cittadini, giovani e meno giovani con il denominatore comune di essere svantaggiati, hanno trovato in Betadue l’opportunità per vedere rispettare un diritto fondamentale, quello al lavoro”.

Oltre i numeri, la visione del futuro. “Vogliamo essere fattore di aggregazione. Nel 2018 abbiamo integrato i nostri servizi con quelli di un’altra coop sociale, La Nuova Idea ed è stata realizzata la fusione con Sodiser, la storia cooperativa sociale aretina nata all’interno del progetto di chiusura del vecchio manicomio”. Lavorare insieme è nel Dna di Betadue. “Siamo tra i promotori del consorzio Coob che riunisce 36 cooperative sociali tra Toscana e Umbria”.

Lavorare insieme vuol dire anche mettere insieme più attività. “Siamo attenti allo sviluppo sociale ed economico del territorio – sottolinea Mecheri. Ci sentiamo parte integrante di esso e quindi ci impegno in settori tradizionali e nuovi per la cooperazione sociale. Ecco quindi lo sviluppo dei servizi di Igiene Urbana , l’ormai forte realtà di Tuttibuoni, marchio che abbiamo registrato in Europa e che ci ha consentito di sviluppare collaborazioni sia in Italia che a Londra. Adesso lanceremo il foodtruck (Tuttibuoni cibo di strada) e la modellizzazione di un bar, ristorante a fuochi spenti e vending di prodotti a forte impatto sociale in collaborazione con il Consorzio 45”.

Betadue si occupa poi di mense, verde, trasporti, agricoltura sociali, servizi amministrativi e di front office, grafica, comunicazione, pulizie, portierato, …

Il dato centrale della nostra attività – conclude Mecheriè che affrontiamo il futuro come abbiamo fatto nei 20 anni della nostra storia e cioè con un’attenta lettura di quanto sta accadendo e con una forte capacità d’innovazione. La fase della marginalità economica di questa sistema è, almeno per noi, finita. La cooperazione sociale di tipo B è un tassello moderno e innovativo di ogni sistema economico. Lo è anche in relazione alla sua capacità di non diluire la propria identità sociale. Per noi la centralità è quella del lavoro, non del profitto. Operiamo ogni giorno perché ci siano nuove opportunità di lavoro soprattutto per le persone più fragili e più deboli, quelle che la crisi economica rende, se possibile, ancora più tali. Lo abbiamo fatto per 20 anni, come sintetizzato nel volume “Il cielo è di tutti” edito da Clichy e come faremo nei prossimi anni”.