IMG_0916Prende il via da Firenze un laboratorio interregionale di confronto tra politiche e prassi nel campo della fragilità e della non autosufficienza delle persone anziane. Il 4 dicembre all’Educatorio del Fuligno si è svolta la prima tappa di un ciclo di appuntamenti, dal titolo “Innovare l’offerta, governare le trasformazioni”, che toccherà nei prossimi mesi altre regioni italiane.
L’iniziativa, nata da una proposta dell’Area Welfare di Legacoop Toscana e di Legacoopsociali nazionale con il supporto scientifico della rete UP Umana Persone e del Consorzio Pegaso Network, ha messo a confronto le esperienze regionali di Lazio, Toscana, Lombardia, Veneto e Campania ed ha visto la partecipazione di dirigenti e funzionari delle Regioni e rappresentanti regionali di Legacoopsociali.

Ad aprire il lavori della giornata è stato Niclo Vitelli di Legacoop Toscana.

“Lo scopo di questo laboratorio – ha spiegato il responsabile del Dipartimento Area Welfare di Legacoop Toscana Marco Paolicchiè di aprire un confronto tra alcune regioni che vorremmo replicare nei prossimi mesi in maniera itinerante. L’obiettivo è quello di evidenziare le convergenze e le differenze nelle impostazioni regionali nelle politiche socio-sanitarie e comparare i differenti sistemi di offerta di servizi per le fragilità e le non autosufficienze negli over 65″. Non solo. “Nella fase attuale anche alle nostre cooperative sociali è richiesto un cambiamento culturale – ha aggiunto Paolicchi -: dobbiamo recuperare il ruolo di soggetti che intercettano bisogni emergenti e problemi nuovi ed essere in grado di proporre soluzioni innovative, ad esempio attraverso la coprogrammazione e coprogettazione con l’ente pubblico. Questo mantenendo sempre la nostra identità, che è diversa da quella di un’impresa privata tout court”.

Nel suo intervento introduttivo il direttore della rete UP Umana Persone Massimo Campedelli ha fornito una serie di variabili come base di partenza per interpretare e comparare le diverse esperienze regionali.

La discussione ha riguardato i diversi modelli regionali finora attuati e i progetti sperimentali nel campo delle fragilità e delle non autosufficienze delle persone anziane. Gli interventi hanno toccato 4 grandi temi: le definizioni di “fragilità” e “non autosufficienza” e i relativi sistemi di valutazione adottati; le caratteristiche del contesto demografico ed epidemiologico delle popolazioni over 65 residenti; la struttura dell’offerta che si è consolidata e le sue regole; i processi di innovazione in corso.
Per la Toscana è intervenuta Paola Garvin, dirigente responsabile del Settore Welfare della Regione Toscana. Per il Lazio hanno preso la parola Tiziana Biolghini, Dirigente Area Sussidiarietà Orizzontale, Terzo Settore e Sport della Regione Lazio e Anna Vettigli, responsabile Legacoopsociali Lazio. Il modello della Lombardia è stato illustrato da Marta Battioni (Dipartimento Welfare Legacoop Lombardia), mentre i tratti caratteristici del sistema del Veneto sono stati presentati da Loris Cervato (responsabile settore sociale di Legacoop Veneto). Infine Luca Sorrentino, responsabile Legacoopsociali Campania, ha tracciato un quadro della situazione in Campania.

Gianluca Raimondo (Consorzio Pegaso Network) ha approfondito nel suo intervento l’esperienza toscana di coprogettazione.

Le conclusioni della giornata sono state affidate alla presidente nazionale di Legacoopsociali Eleonora Vanni: “Stiamo assistendo ad un ritorno alla monetizzazione e ad un welfare di tipo familista da cui pensavamo di esserci emancipati insieme agli enti locali più ‘illuminati’ e disponibili a ragionare in tal senso. Sono convinta che dalla povertà si esca con il lavoro, strumento di emancipazione sociale oltreché economica  – ha affermato Vanni – . Non si può parlare solo di spesa pubblica e privata, la spesa in salute e assistenza ha diverse componenti, per questo l’integrazione delle risorse, a partire da quelle pubbliche, è un tema fondamentale. Il principio della libera scelta del cittadino deve essere garantito e tutelato da un contesto regolato e trasparente. La corretta analisi del bisogno deve essere il punto qualificante su cui basare una nuova progettazione sempre più articolata, in cui si integrino figure e interventi: con partnership multilaterali, e processi che consentano il contributo di più esperienze e realtà”.

  • Fotogallery